Frequently Asked Questions

Che cosa è la senologia?

La senologia è la branca della medicina che studia le malattie della mammella. Propriamente in anatomia per seno si intende il solco posto tra le due salienze mammarie ma è invalso l’uso di utilizzare questo termine come sinonimo di mammella.

Charles Marie Gros, ritenuto fondatore della senologia, avrebbe gradito che sulla statua de la natura si svela dinanzi alla scienza” (scolpita da E. Barrias) fosse inciso: “poiché il seno rappresenta l’immagine e la proiezione della donna nella sua totalità, poiché la cancerologia mammaria è la nutrice di ogni cancerologia in generale, poiché il seno è un testimone e forse una vittima di questa società, la senologia deve essere considerata la più umana delle discipline. La senologia è materia complessa che si è sviluppata particolarmente negli ultimi decenni diventando oggetto di studio di molte branche specialistiche: endocrinologia, radiologia, oncologia, chirurgia, anatomia patologica, laddove prima era di pertinenza quasi esclusivamente della ginecologia in quanto il seno considerato organo tipicamente femminile. In realtà la mammella è presente anche nel maschio, sia pure in forma rudimentale ed è soggetta anche nel maschio a varie malattie anche gravi.

Questa particolare attenzione rivolta alla mammella da tanti specialisti è dovuta al fatto che essa è particolarmente colpita dal cancro prima causa di morte per tumore maligno nella popolazione femminile. Le attuali conoscenze in campo oncologico e le esperienze maturate in tanti anni hanno dimostrato che questa malattia così complessa necessita di un approccio multidisciplinare sia nel momento della diagnosi (radiologo senologo) che in quello della stadiazione (anatomo-patologo) fino alla scelta terapeutica (chirurgo, radioterapista, oncologo, endocrinologo) così da coinvolgere più professionalità. La senologia quindi ha assunto dignità di disciplina ‘specifica’ tanto che da molti si auspica che ad essa possa essere dedicata una scuola di specializzazione propria. Per il momento ha dato luogo alla creazione di molti gruppi di studio, quali la Scuola Italiana di Senologia, di alcune Associazioni come la Forza Operativa Nazionale sul Carcinoma Mammario (FONCAM), di una Società Italiana di Senologia.

Tutto ciò nell’intento di combattere una malattia che minaccia drammaticamente la vita delle donne. Donne che si potrebbero salvare solo che il cancro venisse diagnosticato in tempo. Una diagnosi precoce meglio ancora se è in fase preclinica, così non solo salverebbe la loro vita ma ne risparmierebbe anche la mammella da interventi mutilanti.

Aspetto quest’ultimo di grande significato considerato il ruolo straordinario che riveste il seno nella vita di una donna.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Senologia

Come si fa l’autopalpazione?

Il seno è più facile palparlo, subito dopo le mestruazioni, perché è meno gonfio e sensibile. Consiglio palparlo a casa da distese, sempre con la mano contro laterale. Guardarlo allo specchio, per valutare la simmetria. Guardare areole e capezzoli. Non dimenticare mai la regione ascellare, sovra e sottoclaveare. Davanti a qualsiasi cambiamento la donna deve recarsi dal medico senologo di fiducia.

In cosa consiste la visita Senologica?

La visita senologica è un esame completo del seno, che viene eseguito da un medico senologo. Purtroppo oggi come oggi alcune donne si recano ad eseguire la visita senologica perchè viene palpato un nodulo per la prima volta, per la crescita di un nodulo già diagnosticato, per la secrezione dal capezzolo, o per stati infiammatori e/o dolorosi che interessano una o entrambe le mammelle.

Altre pazienti sono inviate dal senologo per una sospetta diagnosi patologica da parte del medico di base o dal ginecologo/a. Poi troviamo il gruppo di donne che si controlla perché sono state sottoposte già ad un intervento chirurgico.

La visita senologica è un insieme di diverse metodiche diagnostiche, che separatamente hanno una percentuale parziale di diagnosi, invece, all’insieme chiudono un cerchio che permette aumentare l’accuratezza diagnostica. Parliamo della visita clinica, dell’ecografia, mammografia, tomosintesi, che si può complementare in caso di dover approfondire con la risonanza magnetica e/o biopsie.

Oggi che la senologia è più sviluppata, prima di arrivare all’ intervento si pensa a definire le caratteristiche del nodulo, tramite una agobiopsia pre-operatoria, per poi scegliere la terapia, il più delle volte meno aggressiva rispetto ad un tempo, per esempio una quadrantectomia ed anche la nodulectomia.

Qual è il momento ideale per prenotare ed eseguire la visita senologica?

Ideale nel corso della mestruazione o subito dopo, nella donna in età fertile. Per chi si trova nella fase della menopausa, la visita senologica deve essere prenotata con scadenza annuale.

Quando è il momento giusto per iniziare i controlli senologici?

La visita senologica si deve eseguire dai 20 anni in poi, perché si è già acquisita maggiore consapevolezza della cura del seno.

Come si fa la visita senologica tra i 20-30 anni?

La visita senologica consiste prevalentemente in palpazione del seno ed esame ecografico alla mammella. Possono essere eseguiti dei particolari mammografici, che restano sempre a discrezione del medico senologo, rispetto ai precedenti familiari, valutazione clinica e riscontro diagnostico.

Come si fa la visita senologica tra i 30-40 anni?

La visita senologica consiste in palpazione del seno, ogni tot d’anni può essere necessario eseguire la mammografia e l’ ecografia mammaria.

Come si fa la visita senologica dai 40 anni in poi?

La visita senologica consiste in palpazione al seno, mammografia, tomosintesi ed ecografia mammaria.

Con che regolarità si deve eseguire la visita senologica?

Con scadenza annuale. E’ una scelta presa da ogni singola paziente, con completa consapevolezza. Posso consigliare di farli con regolarità, per aumentare il valore diagnostico. Senza dimenticare che andare dal senologo è come andare dal ginecologo. Si crea un rapporto di fiducia, fondamentale per l’esito dei controlli.

Basta la visita senologica?

Si consiglia che dopo 6 mesi dalla visita senologica, venga eseguito un esame ecografico al seno. Perché? Perchè per lo sviluppo di un nodulo, ci vogliono circa 3-4 mesi. Mantenere la regolarità del controllo semestrale, facilita diagnosticare in piccole dimensioni.

In cosa consiste la visita CLINICA senologica?

Per prima cosa, il senologo chiederà alla paziente di “raccontarsi”, raccogliendo informazioni utili per un’anamnesi completa. Una donna che nasca in una famiglia in cui ci sono stati casi di cancro al seno – madri, zie, sorelle, nonne – dovrà essere monitorata con maggior frequenza e scrupolo, perché purtroppo i rischi che il tumore la colpisca a sua volta sono un pochino più elevati che non in caso di assoluta assenza della malattia tra congiunti. Facendo presente che oggi come oggi, si confermano casi di donne colpite con il tumore al seno che non hanno precedenti familiari. Questo fa capire che attualmente, la familiarità non è determinante.
In una seconda fase della visita si passerà all’esame vero e proprio. Si comincia con l’osservazione delle mammelle, capezzoli ed areole, eseguita dalla palpazione del seno e delle catene linfonodali. Se anche la visita senologica dovesse riscontrare la presenza di qualche nodulo o tumefazione sospetta, è il completamento con le altre indagnini diagnostiche che permettono di arrivare alla diagnosi benigna o maligna.

Che cosa è l’ ecografia al seno?

L’ecografia (ecotomografia) è una tecnica diagnostica basata sugli ultrasuoni, in cui una sonda capta un’onda di rifrazione degli stessi dopo che questi hanno attraversato una parte del corpo. Un apposito computer ricostruisce in seguito una ben definita immagine sulla base dei dati raccolti. L’ ecografia complementare la mammografia, anno dopo anno, si è imposta negli ultimi anni come essenziale nella diagnosi precoce del cancro della mammella soprattutto grazie alle nuove sonde ad alta frequenza.
Certamente utile anche su la donna giovane sensibile per le diverse patologie nodulari.
Al semplice esame ecografico può associarsi lo studio eco-Color Doppler, che permette, tramite un sofisticato software, studiare la vascolarizzazione di una lesione e di inquadrare meglio un sospetto diagnostico. Importante anche L’utilizzo della elastosonografia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ecografia_mammaria

Che cosa è l’elastosonografia?

L’elastosonografia  fornisce informazioni riguardo l’elasticità dei tessuti. Le proprietà meccaniche dei tessuti molli dipendono dalle macromolecole che li compongono e dalla loro organizzazione strutturale.
Una delle proprietà meccaniche è l’elasticità che determina la deformazione o distorsione del tessuto in risposta ad una compressione applicata dall’esterno. Il principio di base dell’elastosonografia risiede nel fatto che la compressione del tessuto esaminato con la sonda dell’ecografo produce una deformazione, valutata come variazione della distanza tra due punti, differente a seconda del suo grado di “comprimibilità”, minore nei tessuti duri e maggiore nei tessuti soffici, che può essere rilevata e quantificata attraverso software dedicati. Per tale ragione l’elastografia, in particolare quando effettuata su organi superficiali, è attualmente considerata una sorta di “palpazione elettronica”. I tumori maligni sono fino a 10 volte più rigidi ed incompressibili dei tessuti circostanti. Ciò viene utilizzato dal medico o dalla stessa paziente nella palpazione della mammella, per rilevare la presenza di noduli, ma ciò è possibile solo per quelli più superficiali. Inizialmente la metodica è stata utilizzata prevalentemente nello studio della mammella che normalmente è costituita da strutture molto elastiche ed omogenee, e si presta ad una facile ed omogenea compressione che consente di evidenziare con chiarezza alterazioni patologiche caratterizzate da ridotta elasticità. Attualmente l’elastosonografia consente la valutazione dell’elasticità dei noduli anche se posizionati profondamente e non palpabili, pertanto la metodica, inizialmente utilizzata per la diagnosi differenziale dei noduli mammari, recentemente è stata applicata anche allo studio di altri organi come fegato, tiroide, testicolo e linfonodi.

 

http://www.sdn-napoli.it/prestazioni/elastosonografia/

Che cosa è la mammografia?

È un esame radiologico che utilizza i raggi X per fornire una immagine del seno che viene impressa su una lastra (mammografia standard) oppure memorizzati direttamente su un computer (mammografia digitale) consentendo di ingrandire le immagini e modificare il contrasto aumentando la risoluzione dell’immagine. Le immagini appaiono nei toni del nero, grigio e bianco, a seconda della densità, o dello spessore, dei tessuti.
La Mammografia è molto sensibile per lo scontro delle microcalcificazioni con diametro oltre 0,1 mm), e in alcuni casi, per meglio definire la posizione e l’estensione del tumore e verificare la presenza di altre lesioni sospette.
La mammografia è indicata in particolare dopo i 40 anni.  Ma da alcuni anni ad oggi, già si usa dai 20 anni in poi, non tutti gli anni, ma è un argomento che resta a discrezione del senologo, quindi, le microcalcificazioni chiare o i noduli densi a margine irregolare diventano maggiormente visibile.
Per le donne con tessuto mammario denso, la mammografia digitale offre immagini più accurate rispetto alla mammografia standard e si è rivelata maggiormente sensibile.

Per chi deve eseguire la mammografia completa, deve sapere che sono quattro proiezioni, due in senso cranio-caudale e due en senso obliquo.

http://www.andosonlusnazionale.it/informazioni-utili/mammografia-ed-altri-esami.html

Cosa è la tomosintesi?

Per sconfiggere il cancro al seno, la prevenzione resta l’arma fondamentale. In tal senso, l’adozione della tomosintesi mammaria, la tecnologia all’avanguardia utilizzata per la prevenzione senologica è fondamentale per tutte le donne.
La tomosintesi, conosciuta anche come mammografia tridimensionale ad alta definizione consente di acquisire le immagini del seno da diverse angolazioni e le immagini stratificate sono ricostruite con spessore di 1 mm in visualizzazione volumetrica 3D, cioè una valutazione della mammella a stratti.
La mammografia digitale diretta ha sicuramente migliorato la sensibilità della metodica, ma in particolare, in presenza di mammelle dense, il numero di tumori non rilevati è ancora elevato.
Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere – ad esempio nei seni densi – che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate. Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che potrebbero risulture ‘invisibili’ con l’esame tradizionale”.
La Tomosintesi aumenta la specificità, consente un miglioramento dei contrasti e quindi una ricerca del tumore al seno sempre più precoce. E’ meno dolorosa perché la compressione necessaria è inferiore.
Inoltre i tempi di esposizione e le dosi di radiazioni sono ridotte a fronte di un incremento di contrasto delle immagini, vuol dire, che rimane invariato il tempo di esposizione e inoltre l’aumento di radiazioni assorbite è assolutamente trascurabile.
È un passo avanti importante per la tecnologia più avanzata della prevenzione del cancro al seno. Un ulteriore aiuto di grande interesse per la diagnosi precoce della patologia della mammella.

Secondo gli esiti delle ricerche più recenti, la mammografia digitale è uno strumento migliore rispetto a quella convenzionale per individuare la presenza di patologie a carico del seno nelle donne. La mammografia convenzionale prevede la riproduzione dell’immagine del seno direttamente su pellicola. Nella mammografia digitale invece un dispositivo assorbe i raggi x trasmessi attraverso la mammella e li converte in segnali elettronici che sono poi a loro volta trasformati in un’immagine elettronica che viene archiviata su computer. Quindi il radiologo può elaborare l’immagine in un secondo momento, utilizzando software specifici che aiutano l’individuazione di eventuali anomalie. In termini generali, entrambi i metodi d’indagine si sono rivelati efficaci nell’individuazione di tumori al seno.